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NO SLOT RASSEGNA ARTICOLI ONLINE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA

Ostia, lascia il figlio di 3 anni in auto di notte per giocare alle slot: preso

Il bambino è stato salvato dai carabinieri che lo hanno visto all’interno della macchina : lo hanno portato all’ospedale Grassi e poi riconsegnato alla madre. Il padre è in carcere per abbandono di minore

di Rinaldo Frignani

Una sala giochi scommesse (AP)

Follia al gelo nella notte di sabato a Ostia. Un pregiudicato di 34 anni è stato arrestato dai carabinieri per abbandono di minore dopo aver lasciato a lungo il figlio di tre anni chiuso in auto fuori da una sala giochi dove si era recato per sedersi davanti a una slot machine. Proprio a quell’ora la temperatura era scesa a -5°.

La ricerca dell’uomo nei locali della zona

I militari dell’Arma hanno notato il piccolo agitarsi all’interno della vettura, una Ford, e dopo aver fatto capire al bimbo come aprire dall’interno le portiere lo hanno avvolto nei loro giacconi e caricato sulla gazzella riscaldata in attesa dell’arrivo di un’ambulanza che ha poi portato il piccolo all’ospedale Grassi. Le sue condizioni sono buone ed è stato riconsegnato alla madre. Subito dopo i carabinieri della compagnia di Ostia hanno cercato in vari locali del centro il padre che è stato poi rintracciato in una bisca poco lontana. L’uomo è stato condotto in caserma e quindi arrestato.

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VESCOVO ANTI -SLOT NAPOLIONI DURO. ROVINANO PERSONE E FAMIGLIE DAL QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA

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IN ANTEMPRIMA DAL QUOTIDIANO LA PROVINCIA ONLINE: IL VESCOVO NAPOLIONI CONTRO LE SLOT

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Napolioni contro le slot: “Rovinano persone e famiglie”

Omelia contro il gioco d’azzardo da parte del vescovo nella messa di fine anno in Sant’Agostino

Napolioni contro le slot: "Rovinano persone e famiglie"

CREMONA – Fine d’anno nella chiesa di Sant’Agostino per il vescovo Antonio Napolioni che, rispettando un consolidata tradizione, ha celebrato la messa alle 17 e cantato il Te Deuum, proposto dalla schola cantorum parrocchiale diretta dal maestro Isidoro Gusberti. Con il vescovo hanno concelebrato il parroco don Stefano Muruzzi, il vicario don Roberto Musa, i collaboratori parrocchiali don Giuseppe Ferri e don Pier Altero Ziglioli e monsignor Ruggero Zucchelli. Omelia attenta all’attualità, quella del vescovo, che si è chiesto se «siamo schiavi o figli del nostro tempo». Qui è stato molto chiaro e diretto: «Siamo sempre più schiavi di mille forme di dipendenza. A tal proposito non posso che appoggiare chi nella nostra città giustamente cerca di limitare i danni della dipendenza dal gioco d’azzardo che rovina le persone, le intelligenze, le coscienze, le famiglie, la società stessa. Il dramma è che questa società, attraverso le sue istituzioni, un po’ alimenta queste dipendenze e un po’ cerca di ridurne i danni».

Leggilo su La Provincia  INTEGRALMENTE DI DOMANI del 2/1/2017

IL COMUNE DI CREMONA CONTRO LE SLOT DAL QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA

BELLA NOTIZIA DI FINE ANNO DAL QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA DI OGGI: LOTTA ALL’AZZARDO SLOT: AVANTI TUTTA CON IL GIRO DI VITE.. GRANDI QUANDO LA POLITICA FINALMENTE HA UN SENSO.. BRAVI TUTTI GIUNTA DI CREMONA E ALLEATI.. BUON ANNO.. A BREVE PUBBLICHEREMO LA LETTERA CHE ABBIAMO INVIATO ALCUNI GIORNI FA.. AL SINDACO DI CREMONA GALIMBERTI PER RINGRAZIARLO .. NATURALMENTE QUESTO SPIANA LA STRADA PER ALTRE ORDINANZE IN PROVINCIA…. STRADA FACENDO SI VA AVANTI…..Gabriele Cervi

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Malato di gioco, commesso brucia 75mila euro giocando alle slot

PER APPROFONDIRE: 75mila euro, commesso, ludopatia, mestre, slot
Malato di gioco, commesso brucia 75mila euro giocando alle slot

di Monica Andolfatto

MESTRE – Negli ultimi sei mesi ha bruciato alle slot l’equivalente di un muto: ovvero 75mila euro. Prosciugano il conto corrente della famiglia e indebitandosi con le banche. Commesso, 40 anni, single dell’hinterland di Mestre è una delle tante vittime della ludopatia, fenomeno in crescita anche nella nostra realtà. I parenti disperati alla fine si sono rivolti al commissariato di via Ca’ Rossa per chiedere aiuto, disperati per una situazione che non sanno più come affrontare. Hanno provato con le buone e con le cattive, ma il demone della vincita facile al bar sotto casa è quanto mai difficile da sconfiggere. La polizia, oltre ad accogliere lo sfogo di genitori e fratelli, hanno consigliato loro di rivolgersi a degli esperti, indirizzandoli al Serd dell’Ulss 12, il Servizio che cura le dipendenze al cui interno è stata istituita una speciale sezione.

95 miliardi buttati nel gioco, la prova che l’Italia si sta ammazzando da sola

Nel 2016 gli italiani hanno speso al gioco il 4,4% del Pil, poco meno di quanto spendono per mangiare, il triplo di quanto spendono per l’istruzione. Un dato che ha pochi eguali al mondo. E che rappresenta un fardello insopportabile, per un Paese in crisi

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95 miliardi di euro sono più o meno il 4,4% del Pil italiano. Più del doppio di quanto le famiglie italiane spendano ogni anno tra tasse, rette, lezioni private trasporto scolastico. Più di quanto – il 4,1% del prodotto interno lordo – lo Stato spenda ogni anno per l’istruzione. Poco meno del crollo degli investimenti in Italia tra il 2007 e il 2015, pari a 109 miliardi di euro. Non molto di più dei 129 miliardi all’anno che spendiamo, noi tutti 60 milioni di italiani, per mangiare.

95 miliardi è quanto gli italiani hanno speso in un anno nel gioco d’azzardo. Macchinette, scommesse online, gratta e vinci, lotterie varie. Numeri da record, che surclassano gli 88 miliardi del 2015 – +7%, nemmeno il Pil cinese cresce a questa velocità – e doppiano i 47,5 miliardi del 2008. Alla faccia della recessione, della disoccupazione da record, delle fabbriche che chiudono, dei consumi al palo, della rabbia anti-governativa, contro tutte le élite e tutti gli establishment.

95 miliardi è quanto gli italiani hanno speso in un anno nel gioco d’azzardo. Più del doppio di quanto le famiglie italiane spendano ogni anno tra tasse, rette, lezioni private trasporto scolastico. Non molto più dei 129 miliardi all’anno che spendiamo, noi tutti 60 milioni di italiani, per mangiare

95 miliardi che alimentano le casse dello Stato con un gettito anch’esso da record. 18,5 miliardi, per la precisione. 5 miliardi in più di quanto la Apple si dice abbia eluso al fisco irlandese. Un extragettito sontuoso alimentato soprattutto da giovani adulti con prole e con stipendi bassi, in quello che risulta essere un clamoroso caso di imposizione fiscale regressiva, che ha pochi eguali nella storia dell’umanità. Prenda nota, chi parla di disuguaglianze.

95 miliardi vogliono dire 260 milioni al giorno, 3.012 euro al secondo. Soprattutto, sono 1583 euro a testa, per ogni italiano. Una cifra che ha pochi eguali al mondo. La metà delle quali finiscono in una delle 414mila slot machine – una ogni 143 abitanti – disseminate su tutto il territorio nazionale, molte delle quali in mano alla criminalità organizzata che le usa per riciclare il denaro sporco. Per dare un’idea, in tutti gli Stati Uniti ce ne sono circa 800mila.

95 miliardi sono la misura della disperazione, della superstizione, del pensiero magico, della clamorosa ignoranza di un Paese che si auto-celebra ogni giorno come la culla della cultura globale. 95 miliardi sono i motivi per prendercela con noi stessi, senza scomodare nessun potere occulto. La prova regina del fatto che potremmo salvarci da soli, senza particolari problemi, se non fossimo così cocciutamente impegnati ad autodistruggerci.

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GABRIELE CERVI RESPONSABILE DEL BLOG SOCIALE SENZA SCOPO DI LUCRO E DEL GRUPPO SU FACEBOOK NO SLOT. IL GRUPPO E’ AUTIFINANZAITO DA GABRIELE CERVI
ISCRIVITI AL NOSTRO GRUPPO:https://www.facebook.com/groups/169949870139006/PASSA PAROLA UNITI SI VINCE.. PER SAPERNE DI PIU’ ENTRA NEL NOSTRO BLOG SOCIALE SENZA SCOPO DI LUCRO: http://cristo.myblog.it/2016/12/01/dal-quotidiano-la-provincia-cremona-le-slot-cancro-lettera-papa-francesco-renzi-vescovo-Antonio-diocesi-cremona/ Il gruppo NO SLOT è nato per contrastare il fenomeno allarmante del gioc…o d’azzardo. Fenomeno che ha creato e sta creando disgregazione familiare, sociale e impoverimento umano. Nel gruppo tutti gli aderenti possono scrivere e dire la propria opinione, senza però offendere o prevaricare le ulteriori informazioni. L’obiettivo del gruppo è quello di fare chiudere le slot nel nostro bel paese.. LE PAROLE DEL NOSTRO VESCOVO ANTONIO NAPOLIONI: lo Stato mostra la sua incoerenza.
Continuiamo anche a lavorare localmente per ridurre i danni, prevenire, cambiare

 

DAL PUNTO DEL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO LA PROVINCIA PUBBLICATO OGGI 24 DICEMBRE 016.
IL DIRETTORE DOTT. VITTORIANO ZANOLLI NELLA SUA IMPORTANTE NOTA DOPO AVERE FATTO UNA DISANIMA OBIETTIVA, APPOGGIA LA SCELTA DEL SINDACO DI CREMONA GALIBERTI CHE PREVEDE LA RIDUZIONE DEGLI ORARI PER GIOCARE ALLE SLOT.. NOI DICIAMO BRAVISSIMO AL DIRETTORE PER L’OBIETTIVITA’ E IMPARZIALITA’ DIMOSTRATA NELL’ARTICOLO.. PRESTO NOI INVIEREMO ALCUNE LETTERE ANCHE AI SINDACI DI TUTTA LA PROVINCIA IN PRIMIS AL SINDACO DI CASTELVERDE DOTT.SSA LOCCI PER CHIEDERE DI PROMULGARE LA STESSA ORDINANZA CREMONESE.. NOI TRA L’ALTRO A CASTELVERDE ABBIAMO UN BAR CON SLOT DI FRONTE ALLA CHIESA .. MA QUESTO SARA’ ULTERIORE INTERVENTO.. VISTO CHE POSSIAMO CONTARE SULL’APPOGGIO DEL VESCOVO ANTONIO.. INTANTO L’ASSOCIAZIONE FORMULA I PIU’ SENTITI AUGURI DI BUON NATALE A TUTTE LE FAMIGLIE CHE SUBISCONO QUESTA PATOLOGIA E UN AUGURIO VA A TUTTE QUELLE PERSONE CHE SONO ENTRATE IN QUESTO TUNNEL .. L’UNICA VIA D’USCITA E’ LA CHIUSURA DELLE SLOT.. TANTE PERSONE, TANTE ASSOCIAZIONI.. (ABBIAMO SAPUTO CHE A ROMA ESISTE UN LOCALE CON 800 SLOT E LA CARITAS ROMANA DA POCHE SETTIMANE E’ SCESA IN STRADA A PROTESTARE CONTRO LE SLOT) STANNO E NON DA ORA, E PRIMA DI NOI COMBATTENTO PER FAR CHIUDERE QUESTE MALEDETTE SLOT.. STRADA FACENDO VINCEREMO.. ANCHE SE SIAMO CONSAPEVOLI CHE LA VITTORIA NON E’ DIETRO L’ANGOLO..
CONCLUDIAMO CITANDO LE PAROLE DEL VESCOVO ANTONIO: LO STATO MOSTRA LA SUA INCOERENZA. CONTINUAMO ANCHE A LAVORARE LOCALMENTE PER RIDURRE I DANNI. PREVENIRE, CAMBIARE.
ECCO ALCUNI VIDEO DIGITA QUI SOTTO PER VISIONARE:
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https://shar.es/18Tfqe
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IL GIOCO D’AZZARDO COLPISCE TUTTE LE FASCE D’ETA’

 

Oggi in Italia il giro d’affari legato al gioco d’azzardo legale di Stato e indotto dallo Stato si aggira sugli 84,5 miliardi di Euro, di fatturato, metà di questi 84 e passa miliardi di Euro, sono generati da macchine, slot machine, videolottery quello che viene definito il machine gambling in Italia è il problema cruciale per quanto riguarda il gioco d’azzardo. Quando entrate in un bar, in una tabaccheria, in un locale vedete uomini e donne spiegate su una macchina, si parla di quasi 2/3 della popolazione italiana, dovete capire che non sono solo uomini e donne piegati su un macchina ma sono i terminali di un circuito di predazione finanziaria che ha la sua testa nello Stato e il suo cuore in società offshore. Marco Dotti, giornalista esperto di patologie legate al gioco d’azzardo

Come ha dimostrato una ricercatrice, il gioco d’azzardo di massa, tramite macchine, è pensato e organizzato da algoritmi per costruire una dipendenza. La macchina è progettata per mettere a profitto questo inganno, lo Stato questo lo sa benissimo.
Lo scopo di queste macchine che ipocritamente lo Stato qualifica come giochi di abilità è quello di produrre dipendenti di massa. E’ impossibile giocare responsabilmente davanti a una slot, produrre la dipendenza è lo scopo primario di questo business, le slot machine sono esattamente questo e si presentano alla portata di tutti, a accesso immediato, però fortemente pericoloso.

Droga di Stato
E’ una droga di Stato. Lo Stato la produce, lo Stato la induce attraverso la pubblicità, lo Stato la deduce dalle proprie responsabilità etiche, sociali e civili, ma c’è anche un altro punto: lo Stato la appalta a privati. Questo è un meccanismo perverso perché lo stesso Stato poi si perora di voler curare le patologie, di investire nella prevenzione, stiamo assistendo in questo caso a un’alleanza perversa tra business privato, business di Stato e business della riabilitazione che è un vero e proprio meccanismo di prelazione finanziaria. Gli interessi in gioco in questo settore sono tantissimi, sono molti per lo Stato che ci guadagna sugli 8 miliardi di Euro di entrate fiscali l’anno ma ne ha spese più di due per incassarlo. Sono ancora di più per le corporation, le multinazionali spesso con sedi offshore che prendono le concessioni dallo Stato per gestire questo enorme business.

Un business ipocrita
Un business che ovviamente con la foglia di fico del gioco responsabile vorrebbe scaricare tutte le colpe dei propri disvalori sul giocatore, dicendo: alla fine hai sbagliato tu, ti sei ingannato davanti a quella macchina, la patologia è parte del problema ma il problema è molto più grande, non si possono indurre dipendenze di massa e questa dipendenza ha una finalità precisa, più si è dipendenti dal gioco d’azzardo, più la prelazione finanziaria che non può entrare dalla porta dell’usura, della speculazione bancaria o finanziaria strettamente detta entra dalla finestra del gioco d’azzardo diffuso, chi fa business in questo settore e anche lo Stato sono ben disposti a sacrificare o a lasciare per strada magari in qualche casa di cura, a carico di qualche cooperativa finanziata dagli stessi che producono il problema, quei pochi o tanti che si ammalano in forma conclamata. Mai come in questo caso dobbiamo dire che lo Stato ti droga, soprattutto una droga legale di questo tipo, diffusa massivamente, si parla di 428 mila slot machine, diffuse su tutto il territorio italiano, sono un numero senza precedenti in tutto l’occidente democratico.

Come funziona la truffa del gioco d’azzardo
In Italia in sistema del gioco d’azzardo è dato in concessione a privati, che progettano, sviluppano, studiano, finanziano software e per le macchinette, algoritmi programmati per far perdere il giocatore e per attrarlo continuamente verso di sé attraverso un doppio meccanismo di piccole vincite e grandi perdite.
Dal 2012 le slot machine che vediamo nei bar hanno anche una verse online, grazie al governo Monti che legalizzò i cosiddetti casinò games roulette e slot online, c’è anche stata un allarme da questo punto di vista delle autorità internazionali, perfino dall’Fbi sul nesso pericolosissimo tra movimenti di denaro, gioco d’azzardo online e possibilità di finanziamento di attività illecite e terroristiche. Con una slot machine da bar, con un Euro la partita dura 4 secondi. Mettiamo il caso che una macchinetta incassi 100 mila Euro, per legge ne dovrà “restituire” al giocatore 70 mila, quindi formalmente dal punto di vista della contabilità incasserà 30 mila Euro. Noi sappiamo che in realtà quei 70 mila Euro, “restituiti” al giocatore, vengono continuamente reinvestiti. C’è quindi una percentuale discretamente alta di quello che però tecnicamente si chiama il cash out, molto più bassa però di quello che è previsto per le slot machine da casinò che restituiscono anche il 92/93%, quindi non c’è assolutamente una convenienza per il giocatore, c’è una certezza di perdita, cosa ha rotto, spezzato non solo il patto di omertà ma il legame perverso tra istituzioni e mondo dell’azzardo?

La denuncia del sistema
L’attivismo dei cittadini e di molti sindaci che hanno capito che qualcosa sui territori non funzionava, è tornata la micro-usura, cresce il disagio, interi quartieri si sono trasformati in zone periferiche di microbische, i sindaci hanno posto all’attenzione delle autorità centrali un problema di ordine e salute pubblica e soprattutto i cittadini hanno chiesto il rispetto della Costituzione non si può garantire una presunta libertà di impresa se questa libertà di impresa contravviene a un principio fondamentale, contrasta e intacca la dignità, la libertà e la responsabilità vera delle persone, noi dobbiamo in tutti i modi evitare che questo privatissimo business che in parte, in gran parte è un business anche di Stato ricada ancora una volta sulle spalle dei cittadini, passate parola!

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La Cascinetta Didattica Onlus di Castelverde Laboratori Sociali Presidente Gabriele Cervi Diplomato in Dirigente di Comunità e Attività Sociali. info: cervi.gabriele@libero.it .cell.3391461161 NOI CI AUTOFINANZIAMO SE CI VOLETE AIUTARE….

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